Dall’occupazione piemontese fino a oggi la presenza militare ha caratterizzato la vita e gli insediamenti umani sulle isole. Ne sono testimonianza le fortificazioni che a ondate successive hanno trasformato molti tratti di costa, da quelle piemontesi di fine Settecento e inizio Ottocento fino a quelle della seconda guerra mondiale dalle architetture complesse scavate nel granito. In alcuni casi, come a Punta Canotto di Spargi o a Candeo a Caprera, i grandi blocchi di granito sono stati letteralmente smontati a pezzi, svuotati dentro e rimontati con effetti di mimetismo straordinari.
A Santo Stefano, c’è una fortezza di forma squadrata. Nel 1793 un piano francese per occupare la Sardegna prevedeva che due corpi di spedizione attaccassero contemporaneamente Cagliari e La Maddalena: al comando del corpo di truppe da sbarco che doveva occupare La Maddalena c’era nientemeno che Napoleone Bonaparte, allora giovane luogotenente. Napoleone, fallito lo sbarco sull’isola maggiore, occupò l’isola di Santo Stefano, che tenne per tre giorni finchè, suo malgrado, ricevette l’ordine di ritirarsi sotto il fuoco dei maddalenini.
A Caprera, invece, c’è la casa di Giuseppe Garibaldi. Dove l’eroe dei due mondi trascorse gli ultimi 25 anni della sua vita e dove si spense nel 1882.